Un viaggio tra storia, tradizione e mistero

Con l’arrivo di aprile, Gravina in Puglia si prepara a rivivere una delle sue tradizioni più sentite: la Fiera di San Giorgio e il relativo Corteo Storico organizzato dall’associazione “Giovanni di Montfort”. Quest’anno, però, c’è stata una novità che ha arricchito e ampliato il significato di questa celebrazione: il convegno “Luce e oscurità: tra fede e magia”. Un appuntamento culturale di grande valore, pensato per approfondire il tema che ha ispirato l’edizione 2025 del corteo, andando oltre la rievocazione storica e toccando le corde della mitologia, della religione e del folklore.
Il tema: un equilibrio tra sacro e profano
L’edizione del 2025
Luce e oscurità sono due forze contrapposte che, da sempre, influenzano l’immaginario collettivo. Nella cultura popolare, specialmente nel contesto del Meridione d’Italia, questi concetti si intrecciano con le figure della maga, della guaritrice, della strega e dei santi. Il corteo storico ha voluto rappresentare proprio questo dualismo, portando in scena personaggi che incarnano sia la spiritualità che la magia.
Un convegno per approfondire
Per analizzare queste tematiche, l’associazione “Giovanni di Montfort” ha organizzato un convegno nella Sala Conferenze della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Un evento aperto al pubblico e ricco di spunti, grazie alla partecipazione di docenti universitari, studiosi, autorità locali e professionisti dell’arte.
La magia tra miti e archetipi
L’intervento del professor Moretti
Il professor Moretti ha introdotto il pubblico al mondo della magia antica, parlando di tre figure femminili emblematiche: l’incantatrice, la Strix e la guaritrice. Da Circe a Cleopatra, passando per le anziane depositarie di riti misteriosi, ogni figura rappresenta un diverso volto della magia nel mondo latino ed europeo.
La visione del professor Aulisa
A seguire, il professor Aulisa ha proposto una lettura simbolica della magia come potere della trasformazione. Con riferimenti a Glauco, Scilla, Medea ed Ecate, ha mostrato come la magia nella mitologia sia legata tanto all’amore quanto alla vendetta, alla cura quanto alla distruzione. Figure ambivalenti, capaci di incutere timore ma anche rispetto.
Il punto di vista cristiano e il ruolo delle donne
Magia ed eresia
Non è mancato il confronto tra magia e religione. Riferimenti a Sant’Agostino e San Tommaso hanno offerto uno sguardo critico sulla condanna ecclesiastica delle pratiche magiche, culminata nella tragica epoca della caccia alle streghe. Il noce di Benevento e la leggenda della masciara di Gravina sono stati evocati come simboli di un passato dove superstizione e paura segnavano il destino di molte donne.
Le parole della professoressa Tripputi
La professoressa Tripputi ha approfondito proprio il legame tra magia femminile e sapere popolare. Ha raccontato come le donne, nel Sud Italia, fossero spesso considerate “streghe” per il semplice fatto di conoscere le proprietà delle erbe, dei minerali e dei rimedi naturali. Una riflessione sulla sottile linea tra scienza e stregoneria, tra cura e condanna.
Fede, storia e rievocazione
Il contributo di Don Giacomo Lorusso
Nel suo intervento, Don Giacomo Lorusso ha riletto la storia dell’Inquisizione attraverso i testi della biblioteca Finya. Ha spiegato come molti processi fossero viziati da ignoranza e pregiudizi, offrendo una visione più complessa e articolata della persecuzione contro le donne accusate di stregoneria.
L’arte che racconta la storia
I costumi di Margherita Leone
Un momento emozionante è stato l’intervento della costumista Margherita Leone, che ha spiegato come ogni abito del corteo storico sia il frutto di uno studio approfondito. I colori, i materiali e le linee raccontano la storia dei personaggi, traducendo concetti come magia, fede e trasformazione in arte visiva.
Una comunità che rivive la propria storia L’impegno dell’associazione “Giovanni di Montfort” è un esempio di valorizzazione del patrimonio culturale. Attraverso eventi come il corteo e questo convegno, Gravina non solo celebra il suo passato, ma lo trasmette alle nuove generazioni in modo coinvolgente e consapevole. È un modo per restare uniti, per riscoprirsi parte di una storia millenaria fatta di simboli, leggende, e radici che affondano tra luce e oscurità.