San Francesco
l'Uomo della Pace
2026
Benvenuti nel Villaggio del Poverello
25 Aprile 2026
San Francesco, uomo di pace e fraternità.
Nel cuore di Assisi dimora Francesco, l’anima che parlò agli uccelli e abbracciò gli esclusi, incarnando una povertà che è tesoro e una fratellanza senza confini.
Nel Villaggio del Poverello, l’ultimo diventa il primo e ogni uomo è fratello.
I migliori momenti del Villaggio del Poverello
Rione Piaggio – Gravina in Puglia
1. IL Poverello di Assisi
Dipinto 1290 – Museo della Porziuncola, S. Maria degli Angeli – Cimabue
Francesco d’Assisi fu una delle figure più significative della storia cristiana e della cultura occidentale. Fondatore dell’Ordine dei Frati Minori, incarnò con la propria vita i valori dell’umiltà, della povertà e della fratellanza universale. Non fu un teorico della fede, ma un uomo che scelse di viverla fino in fondo, accanto agli ultimi, ai malati e agli esclusi. La sua influenza attraversò i secoli e i confini religiosi, e continua ancora oggi a parlare a milioni di persone nel mondo.
2. RINUNCIA AI BENI TERRENI
Affresco 1292–1296 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Davanti al padre Pietro di Bernardone, alla folla e ai notabili della città, Francesco si spogliò di ogni abito. Non fu un gesto impulsivo, ma una scelta consapevole: rinunciò alla ricchezza, al nome di famiglia e al ruolo che la società gli aveva assegnato. Da quell’istante nacque il “poverello di Assisi”: spoglio di tutto agli occhi del mondo, ma animato da una forza interiore profonda.
3. SAN FRANCESCO E IL SULTANO
Affresco 1295–1299 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Era il 1219, in piena Quinta Crociata. Mentre gli eserciti si fronteggiavano sulle rive del Nilo, Francesco attraversò il campo di battaglia e chiese di essere condotto dal sultano d’Egitto, Al-Malik al-Kamil. Non portò armi, ma solo la propria fede e il desiderio di un confronto diretto. Il sultano lo accolse e lo ascoltò, dando vita a un dialogo sereno, segnato da rispetto reciproco. Un episodio che ancora oggi rappresenta un riferimento nel dialogo tra civiltà e religioni.
4. L'ELEMOSINA DEL MANTELLO
Affresco 1296–1299 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Camminando per le strade di Assisi, Francesco incontrò un uomo che tremava dal freddo. Si tolse il mantello — il suo unico mantello — e lo pose sulle sue spalle, senza chiedere nulla in cambio. In quel gesto semplice e immediato si manifestò con chiarezza la sua scelta di vita: la carità non come atto straordinario, ma come risposta concreta e naturale al bisogno dell’altro. Questo episodio divenne uno dei più celebri della sua vita.
5. L'INCONTRO CON IL CROCIFISSO DI SAN DAMIANO
Affresco 1295–1299 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Nei pressi di Assisi sorgeva la piccola chiesa di San Damiano, ormai in rovina. Francesco vi entrò, si inginocchiò davanti al crocifisso e rimase in preghiera. Nel silenzio sentì una voce: “Va’, Francesco, e ripara la mia casa.” All’inizio interpretò quelle parole in senso letterale, ma comprese poi che il significato era più profondo: un invito a rinnovare la fede e a ridare vita a ciò che sembrava perduto. In quell’incontro trovò la propria missione
6. SAN FRANCESCO E SANTA CHIARA
Affresco 1279–1300 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Chiara di Favarone, giovane nobile di Assisi, rimase profondamente colpita dalla predicazione di Francesco. Tra i due nacque un’intensa amicizia spirituale, alimentata da incontri e consigli. La notte della Domenica delle Palme del 1212, Chiara abbandonò la casa di famiglia e raggiunse Francesco presso la Porziuncola, dove lui le tagliò i capelli in segno di consacrazione a Dio. Da quel gesto nacque il movimento delle Clarisse e uno dei legami più significativi della spiritualità francescana.
7. LA PREDICA AGLI UCCELLI
Affresco 1290–1295 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Durante un cammino in campagna con i suoi frati, Francesco si fermò in una radura dove un gruppo di uccelli si era posato sugli alberi. Invitò i compagni ad attendere e si avvicinò, rivolgendosi a loro: li esortò a lodare Dio per il dono della vita, del cielo e della terra. Gli uccelli rimasero immobili, come in ascolto. La “predica agli uccelli” divenne uno degli episodi più noti della sua vita: espressione del rispetto profondo di Francesco per ogni creatura e della sua concezione del creato come dono da custodire e celebrare.
8. PAPA INNOCENZO III ACCETTA LA REGOLA FRANCESCANA
Affresco 1295–1299 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Intorno al 1209, Francesco si presentò a Roma con un gruppo di compagni e una proposta radicale: vivere secondo il Vangelo, in povertà assoluta. La sua scelta era distante dalle regole già approvate dalla Chiesa, e Papa Innocenzo III inizialmente esitò. Secondo la tradizione, il pontefice ebbe un sogno in cui vide Francesco sostenere una chiesa in rovina. Colpito da quella visione, decise di approvare oralmente la regola francescana. Nasceva così l’Ordine dei Frati Minori.
9. FRANCESCO E IL LUPO DI GUBBIO
Affresco 1290–1300 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Nella città di Gubbio un lupo feroce seminava il terrore, attaccando uomini e animali e costringendo la popolazione a restare al sicuro entro le mura. Francesco decise di incontrarlo da solo: gli si avvicinò con calma, senza paura, e gli parlò. Il lupo si fermò e abbassò la testa. Da quel momento, secondo la tradizione, l’animale visse in pace con gli abitanti. Francesco non lo sconfisse con la forza, ma con la parola e la fiducia.
10. IL TRANSITO DI SAN FRANCESCO
Affresco 1295–1299 – Basilica Superiore di Assisi – Giotto
Il 3 ottobre 1226, Francesco si spense ad Assisi, circondato dai frati del suo ordine. Il suo corpo portava i segni delle stimmate, ricevute negli ultimi anni di vita. Fedele fino alla fine alla scelta della povertà, chiese di essere adagiato sulla nuda terra. Chi era presente raccontò un trapasso sereno, quasi atteso. Meno di due anni dopo, nel 1228, fu proclamato santo da papa Gregorio IX.